Salute: questione di stile…di vita

10 domande e risposte per chi soffre di cervicalgia
gen 26 2021

10 domande e risposte per chi soffre di cervicalgia

1.Che cos è la cervicalgia? Partiamo come al solito prendendo in “prestito” la definizione che la più grande banca dati di articoli scientifici, PUBMED1, fornisce digitando il termine cervicalgia: disagio o dolore localizzato nella regione cervicale generalmente nelle regioni posteriori o laterali del collo.

2.Come si classifica? Classificazione in base alla durata: acuta (fino a 3 settimane), sub acuta (da 3 settimane a 3 mesi) e cronica (oltre i 3 mesi)

Classificazione in base alla causa: in questo caso si possono distinguere due tipologie, la cervicalgia specifica e la cervicalgia aspecifica. Nel primo caso si raggruppano tutta una serie di condizioni nelle quali è ben nota la causa che scatena il problema ed si può ritrovare con un’indagine strumentale (risonanza magnetica, TAC..) . L’esempio tipico è una discopatia con pressione sulle radici nervose. In questo caso la sintomatologia è molto precisa e ben definita con un dolore o una diminuzione della sensibilità o una debolezza nei territori dove scorre il nervo compresso.
Nella cervicalgia aspecifica invece ci sono meno frequentemente problemi alla sensibilità o di forza agli arti superiori ma solitamente viene descritto un dolore generale in tutta la fascia cervico-dorsale, includendo molto spesso anche la zona scapolare. Il dolore aspecifico, come dice il termine stesso, è di localizzazione meno precisa e non corrisponde precisamente al territorio di innervazione di una certa radice nervosa. Alle immagini strumentali come ad esempio in una risonanza non si evidenziano particolari criticità.

3.Quali sono i quadri clinici principali? Cosa vogliono dire?Protrusione discale: il disco, che ha la funzione di “ammortizzare” il peso tra una vertebra e l’altra, viene spinto fuori sede, solitamente posteriormente, raramente in altre direzioni. Questo può comprimere il nervo causando disturbi della sensibilità o della forza nell’arto superiore. (ernia con compressione nervosa). Tuttavia la protrusione e l’ernia sono molto meno frequenti nella cervicale piuttosto che nella lombare, sia perché il peso da sorreggere è minore, sia perché l’arco posteriore delle vertebre è rinforzato.

Assottigliamento vertebrale: condizione nella quale si verifica un assottigliamento dello spazio tra una vertebra e l’altra. Questa situazione può causare ricadute o meno sul disco posto tra le due vertebre. E’ una condizione molto comune dopo una certa età (già dopo i trent’anni si può trovare, per un fisiologico processo di usura, un inizio di artrosi con associata riduzione dello spazio intervertebrale).

4.Quante persone ne soffrono?

Uno studio svolto nel 2009 dallo IASP2 (International Association for the Study of Pain) ha stimato che il dolore cervicale affligge il 30-50% della popolazione generale ogni anno, il 15% della popolazione generale farà l’esperienza di dolore cronico cervicale (>3 mesi) in un qualche periodo della propria vita. In una Task Force3 pubblicata su Spine, viene anche sottolineato come l’11-14% della popolazione dei lavoratori riporterà ogni anno delle limitazioni nella propria attività a causa di dolore cervicale. La prevalenza raggiunge il picco nell’età intermedia e le donne sono più affette degli uomini. I fattori di rischio comprendono lavoro ripetitivo, periodi prolungati in cui la colonna cervicale viene mantenuta in flessione, un lavoro ad alto stress psicologico, il fumo, e un precedente danno al collo ed alle spalle.

5.Quando rivolgersi ad un medico? Nella maggior parte dei casi il dolore al collo è causato da contratture muscolari che si risolvono spontaneamente nel giro di una/due settimane. Al persistere del dolore è consigliabile un consulto. Situazioni che vanno indagate subito sono dolori forti durante la notte che non sono modificabili dalla posizione. Un’altra condizione che va indagata è il mal di cervicale che irradia agli arti superiori, che magari provoca un deficit di forza o sensibilità e che non migliora col passare dei giorni/settimane.



6.Quali sono i principali interventi terapeutici? Chiaramente il trattamento è deciso in base alla causa del problema. Se la cervicalgia è causata da contratture muscolari si va a decongestionarle attraverso massoterapia, Tecarterapia, digitopressione, trattamento dei Trigger Points, Ultrasuonoterapia… Spesso le contratture non riguardano solo muscoli cervicali come i trapezi ma anche muscoli della zona scapolare (elevatore della scapola). Spesso la causa è uno squilibrio muscolare con debolezza della muscolatura profonda e scarsa attività di questa, associata a ipertono e grande forza dei muscoli superficiali. I muscoli profondi invece dovrebbero essere più forti perché stabilizzano la colonna, i muscoli superficiali più elastici. Degli esercizi di rinforzo non stressanti di quelli profondi associati ad un allungamento di quelli superficiali sono ben indicati.
Se la causa è una compressione nervosa si valuta l’entità, la sintomatologia e solitamente prima si decongestiona la zona dolorante, si consigliano posizioni di apertura del forame compresso da dove passa il nervo (load off) e si propongono esercizi che favoriscano un buon supporto alla colonna. L’intervento chirurgico rimane l’ultima alternativa qualora non ci fossero miglioramenti e importanti deficit

7.Risonanza magnetica, TAC, ecografia o radiografia? Anche qui è fondamentale una buona indagine clinica, intervistando il paziente sulla localizzazione, il decorso, eventuali variazioni a seconda della postura, della giornata, per capirne la causa. L’ecografia indaga i tessuti molli e difficilmente può risultare utile in questa patologia, la TAC da un’immagine più di insieme, la radiografia può mostrare l’allineamento della colonna, eventuali fratture ossee e l’assottigliamento intervertebrale. La risonanza magnetica è l’esame più completo e mostra con la maggior precisione lo stato di salute dei dischi intervertebrali.

8.La risonanza indica numerosi assottigliamenti vertebrali, devo preoccuparmi? Come spiegato la risonanza è uno strumento molto prezioso nell’indagine ma bisogna considerare due importanti fattori. Il primo è che facendo una risonanza magnetica a 100 persone, un’altissima percentuale (circa il 90%) mostrerebbe delle alterazioni che risultano essere “normali” dopo i 40/50 anni, se non anche prima. Non bisogna allarmarsi ma mostrare l’esame ad uno specialista che ne valuterà l’entità. Il secondo fattore è che non c’è sempre una relazione diretta e proporzionale tra quello che mostra l’esame strumentale e la sintomatologia. Ci sono delle persone che scoprono casualmente di avere per esempio una protrusione discale ma non hanno mai avuto nessun dolore o deficit funzionale. Risulta pertanto necessario e fondamentale che ad un’analisi strumentale segua una seria interpretazione dello specialista.

9.La cervicalgia può esser causata dallo stress? Meglio ghiaccio o caldo? E’ consigliato l’uso del collare ortopedico in fase di dolore acuto? Andando con ordine, per lo stress la risposta è: assolutamente sì! E’ risaputo che la cervicale è un tratto anatomico dove si concentrano e dove si somatizzano molto di frequente le tensioni, gli stress.
L’atteggiamento tipico di una persona tesa, arrabbiata è contrarre i trapezi, irrigidire e sollevare le spalle. Questo alla lunga porta alla comparsa di numerose contratture che possono essere causa o concausa di dolore. L’applicazione di caldo o freddo risulta ancora oggi essere un argomento di discussione ma nel caso di problematiche di colonna (lombare e cervicale) risulta essere favorevole e decontratturante l’applicazione di fonti di calore. La terapia con freddo è invece preferibile in articolazioni periferiche quali gomito, caviglia, ginocchio, anca, polso…
Il collare ortopedico viene spesso consigliato e prescritto dopo un incidente con conseguente colpo di frusta; questo sicuramente va a rilassare nelle prime fasi la muscolatura, distendendola e “alleggerendola” dal peso della testa. Questa condizione però deve durare pochi giorni e soprattutto deve essere variabile; è sbagliato tenere il collare per tutto il giorno, bisogna indossarlo qualche ora, poi toglierlo, poi rimetterlo e comunque per un periodo breve. Il rischio altrimenti è quello di indebolire i muscoli che, non più abituati al peso della testa, perdono di forza e successivamente fanno ancora più male.

10.Ci sono delle strategie per prevenire il mal di collo? Certamente sì! Il primo consiglio che viene solitamente dato è, per chi passa numerose ore lavorative seduto magari di fronte al pc, di fare due passi ogni ora, non tenere posture prolungate per troppo tempo oltre che un corretto allineamento. Sempre per chi svolge un lavoro di fronte ad un monitor si può consigliare di tenere sempre i gomiti appoggiati alla scrivania, così da “scaricare” il peso degli arti superiori e far sì che non gravino sui trapezi.
Anche con lo stress, come detto in precedenza bisogna fare attenzione: il rilassamento lasciando cadere le spalle e non tenendole contratte è già un passo avanti verso la salute! L’esercizio può aiutare: come detto bisogna rinforzare la muscolatura profonda con semplici esercizi e tenere la parte superficiale allungata, con semplici esercizi di stretching.


1 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/mesh?Db=mesh&Cmd=DetailsSearch&Term=%22Neck+Pain%22%5BMeSH+Terms%5D
2 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18204402/
3Côté P, van der Velde G, Cassidy JD, Carroll LJ, Hogg-Johnson S, Holm LW, Carragee EJ, Haldeman S, Nordin M, Hurwitz EL, Guzman J, Peloso PM; Bone and Joint Decade 2000-2010 Task Force on Neck Pain and Its Associated Disorders. The burden and determinants of neck pain in workers: results of the Bone and Joint Decade 2000-2010 Task Force on Neck Pain and Its Associated Disorders. Spine (Phila Pa 1976). 2008 Feb 15;33(4 Suppl):S60-74. doi: 10.1097/BRS.0b013e3181643ee4. PMID: 18204402.
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